7 aprile 2016

Recensione: "Lost Worlds. Mondi perduti" di Andrew Lane

Buon pomeriggio, lettori. Come annunciato questa mattina, ecco a voi la recensione su Mondi perduti di Andrew Lane.
Esso è ispirato al romanzo Il mondo perduto di sir Arthur Conan Doyle e proprio per questo motivo, all'interno della storia, Callum è il pronipote del professor Challenger. Tale professore, come poi leggerete nella storia, è un personaggio realmente esistito che è stato intervistato da sir Arthur che ha mantenuto il riserbo su tutto ciò che lui gli ha confidato, trasformando le sue gesta in azioni romanzate. 
Di seguito troverete tutte le informazioni sul libro e il mio pensiero:)


TITOLO: Lost Worlds. Mondi perduti (Lost Worlds, #1)
AUTRICE: Andrew Lane
EDITORE:
De Agostini
PREZZO: 
€ 5,99 (ebook) € 9,90 (cartaceo)
DATA DI PUBBLICAZIONE: 22 Marzo 2016

In un attimo la vita di Calum è cambiata per sempre. Ora il click di un mouse sta per cambiarla di nuovo… Calum Challenger, sedici anni, ha perso l’uso delle gambe nell’incidente che ha ucciso i suoi genitori. Appassionato di scienze e informatica, trascorre le giornate nel suo appartamento londinese setacciando Internet alla ricerca di notizie sui criptidi, creature leggendarie o considerate estinte. È convinto che il loro dna possa racchiudere la chiave per sconfiggere alcune rarissime malattie e, forse, ridargli la possibilità di camminare. Quando sulle montagne del Caucaso viene avvistata una creatura simile a uno yeti, chiamata Almasty, Calum si attiva immediatamente. Grazie a una squadra di amici che si offrono di partire al posto suo – e che lui può seguire a distanza tramite un super-computer – si mette sulle tracce della creatura misteriosa, deciso a raccogliere un campione del suo dna per studiarlo e proteggerlo. Ma non ha fatto i conti con la Nemor Incorporated, una potente multinazionale che opera nell’ombra e vuole impossessarsi dei segreti dell’Almasty per scopi molto meno nobili. Inizia così una rocambolesca missione in un territorio pieno di insidie, dove niente e nessuno è come sembra…

Recensione:
Calum, sedici anni, è rimasto orfano nello stesso incidente che gli ha provocato una paralisi alle gambe. Intelligente, schietto, diffidente, è appassionato di scienza e informatica. Passa le sue giornate nella sua Cal-caverna (riferimenti puramente casuali xD) circondato da computer ad alta tecnologia cercando notizie sui Criptidi, creture considerate estinte o mai trovate. In un pomeriggio qualunque, una foto scattata sulle montagne del Caucaso attira la sua attenzione e alimenta la sua curiosità. La creatura ritratta - un essere che non sembra affatto un essere umano - potrebbe essere un Almasty, l'anello di congiunzione tra Neanderthal e gli uomini. Calum si è convinto che il DNA degli Almasty, o comunque di tutti i Cripitidi, potrebbe sconfiggere le malattie umane rare e farlo tornare a camminare. Lui però non può andare fino in Georgia a verificare che ciò sia reale e non può tanto meno organizzare una squadra di ricerca, ma la soluzione arriva piovendo dal cielo - in senso letterale.

Due amici inaspettati si offriranno volontari per far parte della missione. Geco, un freerunner, deve scappare da Londra a causa di una gang che vorrebbe assoldarlo per fargli commettere furti per loro conto e Rachel, un'hacker, dopo essersi introfulata nel sito della Nemor Incorporated è stata scoperta, prima ricattata e poi minacciata se ne deve andare; a loro si aggiungeranno Rino, per qualche motivo sconosciuto ha un'organizzazione che gli sta alle calcagne e Natalie, quindici anni, è rimasta incastrata dalla madre. 
Così i quattro partiranno per la missione che Cal supervisionerà dalla sua postazione, aiutandoli o consigliandoli in caso di necessità, peccato solo che non siano stati gli unici ad avere quest'idea. La Nemor Incorporated vuole il DNA degli Almasty per scopi oscuri e di certo non lunsinghieri - anche se un po' egoistici - come quelli di Cal.  
Mondi perduti è stata una lettura carina, leggera, lineare, avventuroso ma purtroppo un po' irrealistica. Cal è l'ereditiero di una miniera d'oro (nel senso che ha veramente tanti soldi) che è amministrata e controllata dalla sua prozia e dalla sua tutrice legale. Fin qui non c'è nulla di male, potrebbe esistere in qualche parte del globo un sedicenne che dispone di una quantità quasi illimitata di denaro. Ma la somma che la zietta da a Cal per finanziare l'impresa mi è sembrata molto, ma molto poco realistica. In più se aggiungiamo alcune imprese compiute dai protagonisti arriviamo al punto. 
Il libro, comunque, è apprezzabile e ben godibile. I personaggi sono un po' stereotipati ma penso che sia una cosa fatta di proposito: Natalie è la classica ragazzina snob americana, Tara è descritta come una ragazza dark e isolata, Geco è lo sportivo impulsivo e coraggioso e un poco sprovveduto e infine c'è Cal, il genietto che sta dietro a tutto quanto ed ha un passato drammatico. Tutti avranno una propria evoluzione e scopriremo aspetti del loro carattere molto nascosti. 
Essendo il primo libro di una saga, questa prima parte è molto introduttiva e alcune cose sono state volutamente tenute nascoste.  
Lo consiglio a chiunque sia amante dell'avvenura, dei misteri, della scienza e della storia dell'evoluzione umana. Per quanto mi riguarda continuerò la lettura dei suoi seguiti perché voglio scoprire se Cal riuscirà nel suo intento e perché mi sono un poco affezionata ai ragazzi. 
In più la shipper in me è uscita allo scoperto anche in un romanzo dove l'amore non c'entra una cippa. 

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Vi è piaciuta questa recensione? Cosa ne pensate di questo romanzo?
Fatemi sapere,
Leen

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