15 aprile 2016

Recensione: "Mess" di Ilaria Soragni

Buona sera lettori! Quest'oggi sono qui per parlarvi di Mess, uscito il 31 Marzo per la Leggereditore,  il libro d'esordio della giovanissima autrice Ilaria Soragni. 
La trama di questo romanzo mi è piaciuta talmente tanto che in un primo momento non ho nemmeno fatto il collegamento. I protagonisti di questa storia sono i 1D, una band di cinque - ora quattro - ragazzi inglesi che spopola fin dal 200equalcosa. Io non li sopporto più ed ho apprezzato, non avete idea di quanto, che i cinque ragazzi descritti da Ilaria non fossero un copia-incolla. 


TITOLO: Mess
AUTRICE: Ilaria Soragni
EDITORE:
Leggereditore
PREZZO: 
€ 4,99 (ebook) € 14,90 (cartaceo)
DATA DI PUBBLICAZIONE: 31 Marzo 2016


Maryland, USA. Mavis, diciotto anni, viene rinchiusa in riformatorio, accusata di aggressione. È internata nell’ala Nord della struttura, dove sono reclusi i ragazzi condannati per reati minori. Indossano delle tute verdi, unico colore in un mare di bianco, così monotono da stordirla. Anche a Mavis ne viene fatta indossare una, e le vengono illustrate le regole del luogo. La prima è “non avvicinarsi alla stanza 105”. Diversa dalle altre, in quella cella è rinchiuso un ragazzo di cui nessuno sembra voler parlare. Mavis sa solo che indossa una tuta arancione e che non dovrebbe trovarsi lì, bensì nell’ala Est, riservata a chi ha commesso crimini gravi. Il suo nome non viene mai pronunciato, gli altri ragazzi si limitano a chiamarlo 105, sussurrando piano. Da subito incuriosita, Mavis infrange la prima regola, facendo di tutto per entrare in contatto con lui. Poco alla volta riesce ad avvicinarsi, a scoprire il suo nome, Niall, e a violare il suo silenzio impenetrabile. Fra Mavis e Niall nasce un rapporto sincero, empatico, che se da una parte darà a Mavis la forza di non crollare, dall’altra la travolgerà, preda di sentimenti prima sconosciuti in nome dei quali metterà a rischio la sua stessa vita…

Recensione:


Mess non è solo una storia che racconta di una relazione fra due ragazzi, ma anche la cruda realtà - molto spesso taciuta - di ciò che avviene veramente in un riformatorio o in una struttura di recupero per giovani ragazzi problematici. Questo, come anche il luogo dove tutto avviene, per l'appunto un riformatorio, è stato senz'altro un punto a favore del romanzo. L'indagare nella psiche dei vari protagonisti, metterli a nudo davanti al lettore, scavare nel loro passato e nella loro coscenza per mostrare il perché sono stati accusati dei vari crimini, è un'altra cosa che mi ha fatto apprezzare la storia. Un terzo elemento che ho senz'altro apprezzato sono state le dinamiche scelte, i rapporti che si vengono a creare fra i vari personaggi, e le varie ingiustizie che spesso (troppo spesso) si trovano a vivere degli adolescenti. 
Non ho però apprezzato l'instant-love di Mavis e Niall, ma ho apprezzato il lento progredire del loro rapporto. Non ho apprezzato che Niall fosse in un riformatorio - sebbene si venga a scoprire che è stato graziato - perché i crimini che ha commesso sono troppo gravi. Quindi non accetto che la sua pena sia stata ridotta. Niall doveva andare in un carcere, non in riformatorio! E non mi è affatto piaciuto che Mavis, una volta scoperta la verità, non abbia quasi battuto ciglio! No, non ci sto!
La storia inizia con Mavis che arriva in riformatorio, dove dovrà scontare un periodo di detenzione a causa di un'accusa di aggressione. Qui troverà conforto, protezione e sicurezza in un gruppo ed incontrerà il ragazzo di cui si innamorerà. Sono poche le regole ferree di quel luogo, ma il ragazzo a cui inizialmente viene affidata le mette in chiaro che deve seguirle tutte quante. La regola principale, quella che ognuno deve seguire, è di non avvicinarsi alla stanza 105. Lì, infatti, soggiorna un ragazzo con la tuta arancione - simbolo di crimini veramente gravi - che viene dipinto come un mostro da chiunque. Non avvicinarti, non guardarlo, non parlargli. Tre regole semplicissime che fanno scattare un campanellino nella mente della nostra ragazza. Perché non devo parlargli? Perché non devo avvicinarlo? Perché tutti sono spaventati da lui? Perché lo definiscono mostro? Perché non parla con nessuno, non guarda nessuno e va in giro con le manette? 
Troppi quesiti che faranno venir voglia a Mavis di scoprire di persona perché tutti si comportano in modo tanto strano nei suoi confronti, soprattutto se si considera il fatto che nessuno intende svelarle nulla. 
105 si chiama in realtà Niall ed è' un ragazzo taciturno, poco collaborativo e molto aggressivo. Se ne frega di tutto e tutti, sembra sopravvivere anziché vivere, finché nel suo raggio non entra Mavis. 
Nel frattempo che il rapporto fra i due ragazzi cresce, Mavis imparerà a conoscere anche gli altri cinque elementi: Zayn, Harry, Liam, Louis e Francesca. Con dei flashback messi nei punti giusti, l'autrice mostrerà il passato di ognuno di loro e ci farà comprendere quali sono i capi d'accusa che pendono sulle loro teste. Zayn e gli altri ragazzi hanno un piano di fuga e alla prima occasione includono anche Mavis e Niall, ma tutto andrà per il meglio? Riusciranno i ragazzi ad uscire dall'edificio e riappropriarsi delle loro vite? 
Lo stile di Ilaria può senz'altro migliorare, ma non mi è dispiaciuto. Chiaro, scorrevole, leggero. 
Per concludere, pur non avendo apprezzato certe cose e pur non essendomene piaciute altre, non nego che la storia non sia carina. 
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Vi è piaciuta questa recensione? Cosa ne pensate di questo libro?
Fatemi sapere, 
Leen

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