30 giugno 2016

Recensione doppia: "Una brava moglie cinese" di Susan Blumberg-Kason e "Noi due ai confini del mondo" di Morgan Matson

Ciao lettori! Oggi vi parlo di due romanzi che ho letto per una nuova challenge a cui sto partecipando. Una brava moglie cinese è l'esordio di Susan Blubmerg-Kason, una giornalista americana freelance che racconta il suo matrimonio con un uomo cinese e come questa storia l'abbia cambiata profondamente.  Noi due ai confini del mondo di Morgan Matson racconta l'avventura on the road di Amy e Roger.



Susan è una giovane ragazza americana che, dopo essersi innamorata di Hong Kong durante un precedente viaggio, ha deciso di iscriversi all'università lì per la sua specializzazione. Quando incontra Cai inizia a sentire un'irresistibile attrazione nei suoi confronti e un desiderio sempre più vivo e presente di conoscerlo. L'occasione perfetta arriva quando Cai si presenta a lei con una richiesta d'aiuto: insegnarli a parlare l'inglese fluentemente. I due iniziano così a vedersi ogni sera e dopo appena pochi mesi di conoscenza si sposano. Inizialmente Cai appare come un uomo meraviglioso e molto felice, ma dopo qualche tempo il matrimonio da favola che Susan credeva di vivere si trasforma in un incubo.
Pur sapendo fin dall'inizio che questa era una storia vera, Susan mi ha spazientito parecchio. I suoi comportamenti, il suo cercare di essere una moglie accomodante e comprensiva, il beversi le stronzate che il marito le propinava, mi hanno fatto pensare più di una volta che fosse una stupida. Susan ha scelto di far la specializzazione a Hong Kong e non a Chicago, la sua città di provenienza, perché era rimasta affascinata dalla città e dalla cultura. La sua idea era vivere lì e trovarsi un lavoro, non tornare in America o spostarsi nelle campagne rurali della Cina. Eppure poiché Cai vuole tornare in Cina, lei se lo fa andare bene. E avrei anche capito una scelta di questo tipo se solo ne avessero parlato perché molti compagni o compagne scelgono di seguire il partner in un luogo diverso, anche se non è quello che hanno sognato.
Susan mette da parte i suoi bisogni, i suoi desideri, la sua vita e la sua felicità, per un'idea
. Lei non sa chi davvero chi è suo marito, si è innamorata di un ideale e se lo è sposato.
Il problema iniziale di questo matrimonio, oltre ad una conoscenza reciproca che rasenta lo zero assoluto, è stata la conversazione assente. Cai non chiedeva, lui imponeva. E Susan non ha mai ribadito il punto. Ha sempre fatto ciò che voleva lui senza mai dire una A.
Badate bene, non sto giustificando quella merda umana (perdonatemi il termine), ma sto solo tentando di farvi capire perché non ho molto gradito questa storia.
Il comportamento di Susan è  comunque ben spiegato. La donna voleva solo essere una brava moglie secondo i canoni cinesi. Voleva che il marito fosse orgoglioso di lei e voleva che la loro fosse una relazione duratura. Ha combattutto contro le differenze culturali pensando che fossero quelle il problema fra loro, non riuscendo a capire che erano altri i veri problemi.

Lo stile non l'ho apprezzato. Il romanzo è in prima persona, ma presente e passato si mischiano in modo confusionario. Mentre Susan vede un luogo o pensa a qualcosa, una marea di ricordi accaduti dieci anni prima sommergono il lettore.
Leggendo i ringraziamenti però ho capito che l'autrice è alle primissime armi e che questa è la prima storia romanzata che scrive. Ho però apprezzato i vari riferimenti alla cultura cinese che ci sono ad ogni inizio capitolo perché mi hanno fatto capire meglio qual è il ruolo della moglie.

Una brava moglie cinese
racconta una storia reale, accaduta all'autrice ma non solo. Sono tantissime le donne là fuori nel mondo a vivere violenze - fisiche e/o psicologiche - ogni giorno, che cercano qualcosa a cui aggrapparsi per andare avanti. E solo pochissime hanno il coraggio di prendere in mano la proprio vita e di ribaltare la situazione. Perché nonostante sia facile dire di poter cambiare le regole del gioco, i fatti sono ben diversi.

Susan è stata una delle donne ad aver avuto il coraggio di riprendere in mano la sua vita e la sua felicità. Dopo anni passati a lasciarsi abbindolare dalle giustificazioni del marito e lasciarsi abbattere dalle sue accuse, è riuscita ad aprire gli occhi e a capire che non era lei quella in errore. Il momento arriva quando Cai la minaccia di portarle via il figlio per sempre. Susan si risveglia da un lungo e cieco sonno e inizia a battersi per lei e Jake.
Concludo questa recensione consigliandovi ardentemente di leggere un libri di questo tipo. Non questo se non vi piace, ma comunque la testimonianza di una donna che ha vissuto per anni gli abusi di un marito autoritario.
Il romanzo a me, personalmente, non ha fatto impazzire per un motivo molto soggettivo, ma sono stata contentissima di come sia finito. Anche se, anche in questo caso, avrei agito in modo diverso da Susan. Ognuno è fatto in modo diverso ed è questo il bello, no?




Amy è in una situazione molto particolare e delicata. Il padre è morto da pochi mesi in un incidente d'auto, nel quale lei si trovava alla guida; il fratello si trova in un centro di tossicodipendenti e la madre ha deciso di trasferirsi dall'altra parte del paese per provare a rimettere insieme i cocci della sua vita.
Al momento, Amy è la sola ad essere rimasta in California per concludere i suoi studi, ma per raggiungere la madre dovrà viaggiare in auto e da sola sa di non poterlo fare. A causa del senso di colpa e del trauma subito, Amy non guida più perciò a farle compagnia in questo viaggio on the road ci sarà Roger, il figlio di un'amica della madre. Un ragazzo che lei non conosce, ma di cui ha qualche ricordo sfocato d'infanzia.
Roger è bello, dolce e simpatico. E' il classico bravo ragazzo serio e rispettoso e frequenta il college. Decidedi accompagnare Amy perché ha delle questioni in sospeso.
La ragazza non è affatto entusiasta della situazione, soprattutto dopo aver passato un mese in compagnia solo dei suoi pensieri, ma non può fare altrimenti. La madre ha stilato un'itinerario da seguire alla lettera che, ovviamente, i due non seguiranno. Decidere di comune accordo di sconvolgere i piani del viaggio sarà il primo tassello del loro rapporto.
Il viaggio non sarà solo attraverso le città e i luoghi che visiteranno, ma sarà un'esperienza interiore.
Amy dovrà affrontare se stessa, le sue paure e le sue emozioni e imparerà a fare i conti con i problemi famigliari mentre Roger capirà che quando si chiude una porta, si può aprire un portone.
Il rapporto fra i due ragazzi si evolverà in modo molto lento, seguendo la corrente di maturazione e conoscenza di sè che vivranno singolarmente.
Durante la lettura incontriamo vari personaggi tra cui Charlie, il fratello gemello di Amy. I suoi problemi con la droga sono peggiorati da quando il padre è scomparso. La madre è una presenza non molto costante, infatti affiora solo quando telefona alla figlia per sapere come sta e a che punto è il loro viaggio. Mi è dispiaciuto molto che l'incontro con il fratello sia durato così poco e che non siano state approfondite certe questione, dall'altra parte invece mi è piaciuto che la madre non abbia lasciato a se stessa la figlia e che abbia ricoperto il ruolo di genitore.
Lo stile della Matson è semplice e diretto, il linguaggio è quello tipico degli adolescenti e ciò dona realismo alla storia. I temi trattati e il viaggio on the road non sono originali, ma l'autrice è riuscita a creare una storia che comunque appassiona il lettore.


L'autrice ha scritto questa storia dopo aver concluso il viaggio descritto e ciò rende ogni cosa più tangibile. Lo sono in particolar modo gli allegati - foto, appunti, mappe, scontrini - che stimolano la curiosità del lettore e fanno venir voglia di partire subito per un viaggio on the road.
A me è sinceramente venuta voglia di prendere e partire subito, conoscere nuove persone e visitare altri posti. Prima o poi lo farò, devo solo trovare la compagnia giusta perché da sola non sarebbe altrettanto bello. 

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Cosa ne pensate di queste due recensioni? Avete letto uno dei due romanzi e avete un parere differente dal mio?
Fatemi sapere!
A presto,
Leen 

4 commenti:

  1. Ciao Leen, mi incuriosisce tantissimo "Noi due ai confini del mondo" mi hai proprio fatto venire voglia di leggerlo, sembra perfetto per le vacanze *_*

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    1. Ciao Ely, hai proprio ragione! I libri della Matson sono perfetti per le vacanze e tutti trattano - anche se in modo diverso - di un viaggio on the road.

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  2. Ero incuriosita da entrambi, adesso però mi sento un pò titubante per il primo

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    1. Io ti consiglio di provare a leggere l'estratto e vedere come ti sembra, se ti potrebbe o meno piacere! Magari a te va di fortuna:)

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