24 giugno 2016

Recensione: "Ti darò il sole" di Jandy Nelson


Buongiorno, lettori! 
Negli ultimi giorni non ci sono stata perché non sono stata un granché bene. Vedete io adoro l'estate - il sole, il cado, il mare,... -, ma soffro di pressione bassa e quando c'è troppo caldo, come quello degli ultimi giorni, divento una sorta di vegetale. Non sono nemmeno riuscita a leggere molto e per me è stato un trauma ç_ç
Però il blog e i miei lettori mi mancavano troppo e il senso di colpa iniziava a farsi sentire un po' troppo perciò ho deciso di provare a buttar giù qualcosa. Vi sto scrivendo questa recensione a mezzanotte perché la sera/notte è il solo momento della giornata in cui il fresco torna a farsi sentire (per fortuna) ed io torno un po' a vivere. 
Ad ogni modo, dopo questa premessa che vi spiega perché qualche volta sparirò, posso darvi il mio parere su Ti darò il sole di Jandy Nelson, uscito per la Rizzoli lo scorso maggio. 




TITOLO:
 Ti darò il sole
AUTRICE: Jandy Nelson
EDITORE: 
Rizzoli  
PREZZO: 
 € 8,99 (ebook) 13,60 (cartaceo)
DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 Maggio 2016


Solo un paio d’ore dividono Noah da Jude, ma a guardarli non si direbbe nemmeno che sono fratelli: se Noah è la luna, solitaria e piena di incanto, Jude è il sole, sfrontata e a proprio agio con tutti. Eppure i due gemelli sono legatissimi, quasi avessero un’anima sola. A tredici anni, su insistenza dell’adorata madre stanno per iscriversi a una prestigiosa accademia d’arte. Tecnicamente è Noah ad avere il posto in tasca – è lui quello pieno di talento, il rivoluzionario, l’unico che nella testa ha un intero museo invisibile – e invece in un salto temporale di tre anni scopriamo che è Jude ad avercela fatta, ma anche che i due fratelli non si parlano più, che Noah ha smesso di dipingere, che si è normalizzato, e che Jude si è ritirata dal mondo che tanto le calzava a pennello. Cos’ha potuto scuotere il loro legame così nel profondo?In un racconto a due voci e a due tempi, Noah e Jude ci precipitano tra i segreti e le crepe che inevitabilmente si aprono affacciandosi all’età adulta, ma anche nelle coincidenze che li risospingono vicini, laddove, forse, il mondo può ancora essere ricucito.

Recensione:
Inizio questa recensione dicendovi una cosuccia. Ti darò il sole ha una bellissima particolarità: il titolo. Esso deriva da un gioco che i gemelli faranno più volte durante il corso della storia e che mi ha fatto tantissima tenerezza. Un modo molto dolce per far capire quanto bene l'una vuole all'altro. Noah e Jude sono gemelli, nati solo ad un paio d'ore di distanza, e hanno condiviso tutto fin dal giorno della loro nascita, ma non potrebbero essere più diversi l'uno dall'altra.  Se Noah è la notte, Jude è il giorno. Se lui è il buio, lei è la luce. 
Noah è un ragazzo sensibile, schivo e solitario, con un talento eccezionale per l'arte. Si rifugia nel suo mondo pieno di colori e sfumature per sfuggire ai bulli e allo sguardo perennemente deluso del padre. Jude è popolare, socievole, piena di vita, con il sorriso stampato in viso. Ama surfare, circondarsi di persone e ha un talento per le sculture. Eppure, nonostante le enormi differenze caratteriali - anzi, forse, proprio per quelle -, i due sono sempre stati incredibilmente uniti. Come spesso accade fra i gemelli, il loro è un rapporto incomprensibile per il resto del mondo. Sono la metà della medesima persona. Loro sono NoaheJude e il resto può anche andare... beh, sapete perfettamente dove.
Tuttavia, con un salto temporale di tre anni nel futuro scopriremo che sono molte le cose che sono cambiate. Noah è diverso e Jude è irriconoscibile. Lui è divenuto un normale sedicenne, è popolare e va alle feste, mentre Jude si è rinchiusa in se stessa,  è solitaria ed ossessionata dalle superstizioni.
Noah non disegna più. Jude frequenta l'accademia d'arte. I due si parlano ancora, vivendo sotto lo stesso tetto, ma le loro conversazioni sono prive di qualsiasi emozione.
Inizialmente è un Noah tredicenne - poi quattordicenne - a raccontarci l'inizio della storia. La sua omosessualità mal celata,  il rapporto in crisi dei suoi genitori, il primo amore e il profondo legame con la gemella, la sua costante e il suo unico porto sicuro. Poi sarà la voce della sedicenne Jude a farci vivere il presente. La madre morta in un terribile incidente, la terribile competività ha separato i due fratelli, Noah è popolare mentre lei è l'ombra di se stessa.
Grazie ai due punti di vista alternati e al rimbalzo fra passato e presente, l'autrice ci mostra cosa è successo nelle vite dei due ragazzi, cosa li ha separati, e tassello dopo tassello ci porterà alla verità.
Ciò che ha diviso i gemelli non è solo la competitività o il fatto che Jude sia entrata all'accademia, ma c'è molto molto altro sotto. Le domande che ci si pone per tutta la lettura sono Che cosa è successo? Che cosa ha diviso due persone con un legame così profondo, così speciale? e la risposta sarà lì, dietro l'angolo, in attesa che i gemelli - e i lettori con loro - siano sufficientemente pronti a riconoscerla.

Dei due fratelli quello che sicuramente ad occhio è il più cambiato è Noah. E' divenuto la persona che non sarebbe mai voluta essere: normale, noioso, uguale agli altri. Il Noah tredicenne era un piccolo raggio di sole. Era un ragazzo particolare, con le sue istantanee mentali che poi divenivano fantastici quadri. Ma se si scava più nel profondo, si nota che Jude è completamente un'altra persona. La se stessa tredicenne brillava di luce propria, attirando l'attenzione di chiunque le ronzasse intorno. Era allegra e spensierata. Ora è un involucro di rabbia, senso di colpa e stranezza. Jude parla e vede il fantasma della nonna, a cui era legatissima, che personalmente ho adorato, e pensa che il fantasma della madre la perseguiti; distruggendo qualsiasi cosa lei crei, vendicandosi di un torto passato. Ho apprezzato tantissimo il Noah 13enne e Jude La Pazza, un po' meno le altre loro versioni. I personaggi secondari hanno tutti quanti un loro perché. La nonna defunta, ma che si fa ancora sentire a gran voce; Brian, il ragazzo che sa leggere dentro a Noah e che lo ha aiutato ad uscire dal suo guscio; Oscar, un ragazzo bellissimo che metterà a dura prova la determinazione di Jude nello stare lontano dai ragazzi.
Se si aggiunge anche lo stile molto introspettivo, descrittivo, semplice e incalzante della Nelson, la tela che ne viene fuori - giusto per rimanere in tema d'arte! - è qualcosa di spettacolare.

Il messaggio di sottofondo è molto forte. Questo libro parla di amore, nel senso più puro del termine. Quello romantico, quello fraterno, quello per una passione e quello famigliare - che dovrebbe essere il più forte di tutti.
Ho adorato questo romanzo, anche se un po' mi ha fatto storcere il naso. Ci sono state certe cose che non ho apprezzato appieno, certe scelte che ho contestato molto, certi eventi che avrei evitato e alcuni legami che ho trovato un po' troppo forzati. Per non parlare delle cose che la Nelson ha deciso di non dire! Jude La Pazza (lo dico in modo molto affettuoso, credetemi) vede i fantasmi. Non ci sarebbe nulla di strano se il genere fosse paranormale o fantasy, peccato che questa sia una storia di formazione. Tutto ciò può essere dovuto ad uno shock post-traumatico? Ai sensi di colpa che la stanno mangiando viva? E' una sorta di coscienza che fuoriesce in modo un po' strambo? Ma se è così, allora a cosa sono dovuti gli strani incidenti che capitano a Jude? E' lei a farli accadere? Ma se è così, perché?
Ecco. Il lasciare alcune questioni senza ALCUNA risposta non mi è piaciuto affatto. Non fraintendetemi, la spettrale coscienza (se è questo che doveva essere) mi è piaciuta tantissimo, ma avrei preferito che avesse spiegato il perché e non avesse lasciato a me il compito di capire.


Concludendo ciò: vi consiglio la lettura. Il romanzo mi è piaciuto, ma non nel modo che mi aspettavo. Chi di voi ha letto l'anteprima che ho fatto ricorderà senz'altro quanto ero entusiasta all'idea di leggerlo perché lo ero, ma purtroppo quando le aspettative sono stratosferiche, la caduta fa ancora più male. Su goodreads si è beccato 4stelline quindi schifo, giurin giurello, non mi ha fatto.

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Cosa ne pensate della mia recensione? Avete letto il romanzo e concordate con quanto ho scritto? 

Fatemi sapere cosa ne pensate, voglio leggere i vostri pareri!
A presto, 
Leen 

2 commenti:

  1. Ciao Leen come ti capisco il sole, il caldo ma soprattutto l'afa e l'umidità mi mettono ko possiamo stringerci la mano! Bella e profonda recensione, come sai ho amato questo libro che ho recensito davvero col cuore in mano, ho amato sia Noah ma anche Jude allo stesso modo <3 <3

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    Risposte
    1. Ciao Ely!
      Io ti avevo risposto ç_ç Blogger lo sto sinceramente odiando in questo periodo!

      Negli ultimi giorni qui fa meno caldo, peer fortuna! Il diluvio di domenica ha tolto l'afa che c'era.

      Grazie mille per il complimento :3 Il libro, a parte per le cose che ho elencato, mi é piaciuto molto! Non so cos'avesse il Noah 16enne, ma non mi piaceva molto. Forse perché non era più lui, forse perché non avevo il suo punto di vista, ma boh.. Non mi ha fatta impazzire. Stesso discorso per Jude. Non riuscendo ad immedesimarmi nella lei 13enne ha influito parecchio -.-"
      Ma li ho adorati nelle altre vesti!

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