11 gennaio 2017

Chi ben comincia..., #15

Ciao lettori, oggi torno con un nuovo appuntamento della rubrica Chi ben comincia…
Il libro di cui vi parlo oggi è il secondo volume di una trilogia che ho iniziato nel 2014 e non ho ancora concluso. L’ultimo volume uscirà a breve in Inghilterra, ma purtroppo non arriverà mai in Italia (*sigh*) poiché la CE ha deciso di interrompere la pubblicazione. Se siete bravi nella lingua inglese o comunque siete intenzionati a leggerlo perché vi piace, fiondatevi a comprarlo perché questa è una storia che merita di essere letta. Il primo volume l’ho recensito (qui) e, se volete, potete leggerla. 

Chi ben comincia…
Rubrica creata dal blog Il profumo dei libri
Ad ogni appuntamento vi proporrò un incipit preso a caso da un libro contenuto nella mia libreria.
Non c'è un giorno fisso per l’appuntamento.

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Ricordo che l’aria intorno a me sembrava bruciare di cenere e scorie. Ricordo come la lama della sua spada ha tagliato la pelle della gola e un caldo rivolo di sangue mi è sceso sul collo. Che la guerra intorno a me era sembrava calmarsi e rallentare, come se il tempo si fosse fermato.
Eravamo solo io e Lonnrach, la mia vita appesa alla punta della sua spada. Una piccola spinta
Buio. 
Le mie palpebre sono pesanti e bruciano. Nella mia mente scorrono rapidamente immagini della battaglia, di quei momenti preziosi che avevo per risolvere il rompicapo del dispositivo delle Falconiere per intrappolare di nuovo le fate sottoterra, prima che fosse troppo tardi. Lo scudo di luce che mi circondava che cominciava a indebolirsi, disintegrandosi sotto la forza degli attacchi delle fate. 
Una risata mi strappa ai miei ricordi. Altre voci si intermezzano alle immagini. Dove sono? Intorno a me riecheggiano accenti melodiosi come quello di Kiaran, dolci parole sussurrate che non riconosco e non capisco.
Apri gli occhi, mi ordino. Apri gli occhi. Il panico mi costringe a svegliarmi, vedo un minuscolo lampo di luce prima che mi spingano di nuovo giù, una mano intorno alla mia gola e un dolore lancinante alla tempia.
‘Non ho detto che puoi muoverti.’ Le parole escono in un sibilo, vengono 
pronunciate tra fila di denti affilati contro il mio collo.
Mi paralizzo. Resto immobile, anche quando qualcuno mi graffia il braccio con unghie abbastanza affilate da farmi uscire sangue. Una risata profonda e vibrante. Un sussurro nel mio orecchio, un alito caldo contro la mia gola. 
Hai perso. Ora sei mia. 
Poi sogno di nuovo - ricordi della mia vita precedente, delle volte in cui sono quasi morta. Una serie di esperienze quasi fatali, una dietro l’altra. La prima volta, quando Kiaran mi salvò dallo spirito marino. Le molte volte successive: centinaia di fate senza nome che avevo massacrato e che, a loro volta, avevano lasciato su di me il loro marchio. La prima che mi avevano lasciato una cicatrice. La prima che avevo ucciso con Kiaran, quando la sua espressione aveva mostrato qualcosa di simile all’orgoglio.
Le uccideremo tutte, mi aveva detto con il fantasma di un sorriso sul volto.

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Ecco l'incipit di The Vanishing Throne. Chissà dove si trova Aileana... qualche idea? 
A presto, 
Leen

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