31 marzo 2017

Recensione | "L'universo nei tuoi occhi" di Jennifer Niven

Ciao lettori, 
oggi vi propongo il mio parere sull'ultimo libro di Jennifer Niven: L'universo nei tuoi occhi


L'universo nei tuoi occhi 
di Jennifer Niven
De Agostini
€ 6,99 (ebook) € 14,90 (cartaceo)
Uscito il 21 marzo 2017
Affascinante. Divertente. Distaccato. Ecco le tre parole d’ordine di Jack Masselin, diciassette anni e un segreto ben custodito: Jack non riesce a riconoscere il volto delle persone. Nemmeno quello dei suoi genitori, o quello dei suoi fratelli. Per questo si è dovuto impegnare molto per diventare Mister Popolarità. Si è esercitato per anni nell’impossibile arte di conoscere tutti senza conoscere davvero nessuno, di farsi amare senza amare a propria volta. E finora è riuscito a cavarsela. Ma le cose prendono una piega inaspettata quando Jack vede per la prima volta Libby. Libby che non è come le altre ragazze. Libby che porta addosso tutto il peso dell’universo: un passato difficile e tanti, troppi chili per poter essere accettata dai suoi compagni di scuola. Un giorno, per non sfigurare davanti agli amici, Jack prende di mira Libby in un gioco crudele, che spedisce entrambi in presidenza. Libby però non è il tipo che si lascia umiliare, e il suo incontro con Jack diventa presto uno scontro. Al mondo non esistono due caratteri più diversi dei loro. 
Eppure… più Jack e Libby si conoscono, meno si sentono soli. Perché ci sono persone che hanno il potere di cambiare tutto. Anche una vita intera.

A distanza di giorni dalla fine della lettura posso dire con certezza che questo libro, per me, rappresenta la quasi totale indifferenza. Mi è piaciuto? Non mi è piaciuto? In tutta sincerità non so darvi una riposta. 
Questo libro ha delle belle basi per rendere la storia brillante, entusiasmante e semplicemente fantastica, tuttavia la Niven si è soffermata un po' troppo su alcune cose, tralasciando tutto il resto. E lasciando, purtroppo, molto alla fantasia dei lettori. 

L'universo nei tuoi occhi è raccontato dal punto di vista alternato dei due personaggi. Due persone talmente diverse da non avere apparentemente nulla in comune, tuttavia entrambi hanno il terrore di essere presi di mira dagli altri e di diventare soggetti a scherzi di cattivo gusto e al bullismo adolescenziale. Ma se Libby affronta questa paura con coraggio e tenacia, Jack si trasforma in ciò di cui ha il terrore. 

Libby è appena uscita dal periodo più brutto della sua vita. Dopo aver perso la madre a dieci anni, la ragazza ha iniziato a mangiare per colmare il vuoto lasciato e per sopprimere tutta una serie di paure che si sono manifestate. Per tutta la sua prima adolescenza si è lasciata guidare dall'agorafobia (paura di uscire di casa) e dalla tanatofobia (paura di morire), così tanto da non riuscire più a vivere senza avere attacchi di panico. Il non uscire di casa e il continuo buttarsi sul cibo l'hanno fatta arrivare a pesare quasi 300kg. Come se ciò non bastasse a buttare una ragazzina nello sconforto più nero, Libby è diventata famosa per essere "La ragazza più grassa d'America". Essere definita così da tutto il Paese l'ha umiliata tantissimo, ma le ha anche fatto aprire gli occhi e vedere che la vita che stava conducendo non era quella che voleva. 

Dopo aver passato anni fra visite dagli psicologi e centri estivi per dimagrire, Libby è finalmente pronta per tornare alla vita scolastica assieme ad altri adolescenti. 
Jack è il diciassettenne dei sogni. Bello, affascinante, divertente, è popolare e ha una ragazza stupenda. Questo è ciò che tutti sanno sul suo conto, ma quello che lui tiene all'oscuro è un grave disturbo mentale. No, non è pazzo, ma ha una malattia che non gli consente di riconoscere i volti delle persone che lo circondano. Si porta dietro questo segreto fin da quando era bambino e non ne ha mai parlato ad anima viva - né un famigliare né un amico - per il terrore che le persone iniziassero a prenderlo di mira. Perché Jack non vuole essere uno sfigato o un disagiato, lui vuole essere un semplice ragazzo. Ha imparato a memorizzare altri aspetti - taglio dei capelli, modi di atteggiarsi, tipico look - per riconoscere chi gli sta davanti. Ma non è sempre facile, sopratutto nell'ambiente scolastico o quando si trova a qualche festa. 

Come si incontrano queste due persone che non hanno nulla in comune? A scuola, ovviamente. Jack decide di partecipare ad un gioco che ha lo scopo di umiliare la ragazza e divertire tutti gli altri. Le salta addosso - eh sì, le salta proprio in "groppa" - e le resta attaccato manco fosse una sanguisuga, finché Libby non si infastidisce totalmente e gli molla un pugno in faccia. A causa dello scherzo di cattivo gusto e del pugno, i due ragazzi saranno costretti a trascorrere le successive settimane assieme a un consulente - psicologo? professore? - e parlare dei propri problemi e socializzare. Una sorta di gruppo di recupero per alcolisti anonimi ragazzi con problemi. 

Più i due passano del tempo assieme, più scoprono quanto sia facile parlare con l'altro dei propri problemi. Jack si sente finalmente libero di poter parlare del suo disturbo con qualcuno che non lo prenderà mai in giro e Libby si spoglia di tutte le sue paure con un ragazzo che la sta facendo sentire bene. 
Per non andare troppo all'interno della storia, vi dirò semplicemente che i due si aiuteranno tantissimo a vicenda. 

A quanto punto vi chiederete: con una trama così bella e con una descrizione della storia così bella (mi faccio i complimenti da sola), perché il libro in verità non ti è piaciuto da morire? Perché ci sono cose che non hanno assolutamente un senso logico. 

Jack ha nascosto per dieci anni il suo segreto a chiunque e nessuno se ne è mai reso conto. Nè i suoi genitori, che sono anche piuttosto presenti nella vita del figlio, né i suoi fratelli, che sono praticamente sempre con lui, né i suoi amici né la sua ragazza. Nessuno. 
E lui non ha mai voluto parlare di ciò a nessuno. Eppure, spunta fuori Libby con i suoi problemi e il suo passato e improvvisamente a Jack viene l'impulso di rivelargli ogni suo segreto. Ma davvero, davvero, davvero? Chi lo farebbe nella vita reale? ...
Il disturbo di Jack non gli permette di riconoscere i volti delle persone, ma le voci e i tratti fisici sì. Quindi, come è possibile che non riconosca le persone dalle voci? Personalmente riesco a riconoscere le persone dai profumi che portano e non è che io abbia i super poteri, eh. 
E ora arriviamo alla parte che potrebbe farmi passare per stronza ma che, vi giuro, è un semplice voler capire perché. Libby ha iniziato a metter su peso arrivando a pesare all'incirca 300kg e sappiamo, già dall'inizio della storia, che ne ha persi circa 150kg. Quindi, per ovvietà, lei pesa 150kg. Sta bene così, si sente bene così e ne è felice. Riesce a fare tutto ciò che le piace e non sente il bisogno di dimagrire ulteriormente. Ne sono molto, molto, molto felice. Ma perdere così tanto peso implica delle problematiche. E non se ne fanno parola. Mi aspettavo un percorso molto più travagliato rispetto a quello che effettivamente è stato. 
Ci sono alcune cose in questo libro che mi hanno lasciata molto perplessa. Oltre al fattore del peso di Libby e al disturbo di Jack, c'è anche la carenza di bullismo nella storia e l'evoluzione che l'autrice ha scelto di dare ai due personaggi. 
Da un libro con protagonisti di questo tipo - in passato Libby ha sofferto di atti di bullismo per essere sovrappeso - mi sarei aspettata molto, molto di più. Per un libro che viene definito un inno al bullismo, mi sarei aspettata veramente di più. 
Infine, perché voler trasformare per forza di cose un'amicizia in una storia d'amore? Jack e Libby sarebbero stati fantastici solo come amici, anziché far loro esplorare quell'altra parte. E se proprio voleva perché ai fini della storia doveva esserci, allora non così. Non così. 
Ciò che però risulta più assurdo è il finale. Pensavo - speravo! - di aver letto male, che fosse un sogno o un viaggio nell'immaginazione, e invece no. E' reale. E' scritto così. 

Concludo dicendovi che il libro è carino, con molti punti positivi, ma si concentra troppo su alcuni aspetti e troppo poco su altri. Non mi sento né di consigliarvelo né di sconsigliarvelo. Se avete letto e amato Raccontami di un giorno perfetto, allora sì buttatevici a capofitto. 

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Cosa ne pensate di questa recensione? Avete letto il libro e avete un altro parere?
Fatemi sapere, 
Leen

2 commenti:

  1. Io quando mi approccio ad un young adult lo faccio senza aspettative, perché so già quanto io sia schizzinosa XD per certi versi sono d'accordo con te, come il fatto che Jack non riconosca le persone nemmeno dalla voce. Cioè, mi sembra una cosa forzatissima, dai. E per Libby mi aspettavo anch'io un percorso diverso. Insomma, quando per tanto tempo stai a casa e hai problemi di peso, io credo che poi fai fatica a relazionarti con gli altri o ad accettarti. Non dico che avrei voluto che piagnucolasse tutto il tempo, ma mi sarebbe piaciuto vederla crescere e acquistare maggiore autostima.
    Tutto sommato però ho deciso di prendere questo libro così com'è, una lettura leggera e poco impegnativa, perfetta per il periodo di blocco che stavo attraversando. Di sicuro non una delle mie letture preferite di sempre lol

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    1. Io, purtroppo, qualche aspettativa l'ho sempre. E quando mi trovo davanti un libro che le abbatte tutte, una ad una, e che è un po' troppo irrealistico (cioè, dai, il finale cos'è?!) io mi arrabbio. Non ci posso far nulla xD
      Comunque, io la cosa della voce ce l'ho in testa fin dal primo momento e sono contenta di non essere stata la sola ad essersene accorta e la penso uguale a te per Libby. Mi fa piacere che affronti le persone con quel coraggio, davvero, ma è rimasta chiusa in casa per tre anni e non mi sembra possibile, visto anche il suo passato, che di colpo sia così piena di autostima.

      Io direi nemmeno dell'anno. Aspetterò il prossimo libro per vedere se riuscirà ad entrarmi dentro qualche libro scritto da questa autrice xD

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