26 aprile 2017

Recensione | "Contaminati" di Erica Gatti e Sofia Guevara

Ciao lettori!
Spero che abbiate passate una bella e rilassante mini vacanza. Purtroppo a causa del maltempo ieri non ho potuto fare nulla, ma sono comunque riuscita a portarmi avanti con alcune cose. 
Oggi sono qui per parlarvi di Contaminati, il romanzo thriller scritto a quattro mani da Erica Gatti e Sofia Guevara. Il libro mi è stato inviato gentilmente dalle autrici che ringrazio tantissimo per questa opportunità e fiducia:)




Contaminati

di Erica Gatti e Sofia Guevara
CentauriaLibri
€ 9,90 (cartaceo)
Amazon | Goodreads

Uscito il 17 novembre 2016
Sono passati dodici anni da quando Adela, Queen, Evan e Viper sono stati sequestrati da uno psicopatico, rinchiusi in una grande casa nelle campagne russe e infine liberati - unici sopravvissuti tra i tanti bambini scomparsi - da un'ardita operazione di polizia. Non ricordano nulla di quei mesi atroci ma ciascuno porta impresso nella mente un trauma, che ha fatto di loro ciò che sono: quattro giovani dotati di capacità inquietanti, ognuno a modo suo un «esperimento riuscito». Ora il loro carnefice è evaso di prigione, deciso a perseguitarli ma anche - pare - a rivelare i suoi segreti. Messi al sicuro in una casa controllata dalla polizia, i quattro stringono un patto insidioso: si conoscono appena, non si piacciono granché, ma scapperanno insieme alla ricerca dell'uomo che ha segnato il loro passato. E che li sta aspettando. Per le strade di San Pietroburgo e nelle vaste nebbie della Russia, nella loro corsa a ostacoli Adela, Queen, Evan e Viper scavalcano assassini e poliziotti, spacciatori e traditori, per tacere delle loro stesse ombre, forse le più mortali di tutte. Chi incalza chi, in questo gioco di inseguimenti e inganni? Il loro obiettivo è scoprire la verità, consumare una vendetta, o porre fine una volta per tutte alla loro vita ormai «contaminata»? Quattro eroi sbagliati danno vita a un thriller capace di unire avventura e atmosfera, ritmo forsennato e scavo psicologico. Ricordandoci che la prova finale, in cui saremo soli di fronte a ciò che siamo diventati, attende tutti noi. 



“Lo sapete meglio di me; noi… noi ci apparteniamo. Sapevo che sareste arrivati. 
La cosa che provate per me è Amore Amaro: a legarci, dopotutto, non è solo il passato, ma qualcosa di più profondo. 
Siamo una squadra”

Contaminati è la storia di quattro ragazzi - Viper, Evan, Queen e Adela - che hanno in comune un avvenimento accaduto nel loro passato. Loro sono i quattro sopravvissuti. Gli unici bambini riusciti a sopravvivere alle grinfie di Aleksandr Rostov, un serial killer psicopatico di infanti. 
Del loro soggiorno nel castello della famiglia Rostov non ricordano nulla, ma l'uomo ha comunque lasciato loro qualcosa che non possono dimenticare: un marchio e delle capacità fuori dall'ordinario. 
Ora, dodici anni dopo, Rostov è riuscito a scappare dall'istituto psichiatrico in cui era stato rinchiuso e i quattro ragazzi vengono messi sotto protezione dall'FSB, la principale agenzia di sicurezza russa. Portati in una casa sicura, che sembra quasi una gabbia più che un luogo di protezione, i ragazzi avranno modo di conoscersi e di scoprire che cosa sanno. 
Appurato che è stato tenuto nascosta tutta la verità, o parte della vera storia, a chiunque, decideranno di scappare a San Pietroburgo a cercare Rostov e la verità su ciò che è loro successo, ma per raggiungere il loro scopo dovranno prima recuperare un oggetto che è stato sottratto al loro sequestratore. 
Il viaggio non sarà facile e sarà pieno di insidie, di pericoli e di tranelli, ma i quattro riusciranno comunque nel loro intento e raggiungeranno l'unico luogo che li ha visti cambiare e le verità che scopriranno su Rostov e su ciò che è loro successo saranno sconcertanti. 

Ma perché andare dritti dritti fra le grinfie di chi li ha rapiti e quasi uccisi partire alla ricerca del proprio rapitore? I motivi che spingono i quattro a cercare Rostov sono molto diversi, ma comunque hanno qualcosa in comunanza. Vogliono scoprire qual è la verità che si cela dietro al loro rapimento: perché Rostov ha scelto proprio loro? Perché ha scelto proprio loro? 
Queste sono domande legittime che chiunque si porrebbe, soprattutto se le ragioni che hanno spinto il proprio rapitore ad agire non sono mai state svelate. 
In secondo luogo perché sono loro gli unici sopravvissuti? 
Rostov ha rapito, torturato e ucciso centinaia di bambini. Loro come hanno fatto a sopravvivere e perché l'uomo li ha tenuti in vita anche se sapeva di stare per essere catturato? 
Infine, sono affetti da una specie di sindrome di Stoccolma
Ciò che hanno subito quando erano dei bambini li ha cambiati profondamente, scuotendoli nel profondo, e il trauma degli eventi è ancora ben presente in ognuno di loro. Anche se hanno cercato di andare avanti tranquillamente con la loro vita il non ricordare nulla, ma il sapere che comunque qualcosa c'è stato, li ha sempre perseguitati. E ora che sono ad un passo da ottenere la loro vendetta, si sentono dilaniati in due. 

Le persone, normalmente, si ricordano il loro quinto anno di vita, o perlomeno hanno delle foto a dimostrare che erano lì, accanto alla famiglia. Lei no, lei non ne sapeva nulla.
Ma non era l'aver dimenticato, il problema; quella era, anzi, la parte semplice. 
Le cose diventavano meno definibili quando si soffermava a valutarne le conseguenze: in spagnolo le avrebbe chiamate sombras, in russo tjieni; ombre.

La parte psicologica, così come la parte thriller, è ben delineata e caratterizzata nel libro. Si rimane affascinati da ciò che si scopre e non si riesce a staccarsi dalle pagine per la troppa curiosità.
Per gran parte della lettura mi sono domandata dove esattamente volessero andare a parare le due autrici e quando finalmente ci sono arrivata è stato un bel colpo di scena! Sono anche rimasta sorpresa dalla strana empatia che ho avuto con Rostov. Cioè, il carnefice e rapitore! Capite quanto è strano riuscire a provare una strana sensazione di pietà e consapevolezza per un uomo del genere? Non condivido né le sue scelte né tanto meno il suo modus operandi, ma capire il perché ha fatto ciò che ha fatto mi ha lasciato molto triste. E svuotata. Tutto ciò che credevo di sapere su di lui e sul perché ha compiuto certe azioni erano ovviamente sbagliate. 
Il secondo punto a favore va all'ambientazione. Ci troviamo nella sconfinata Russia! Una nazione che adoro e che prima o poi vorrei proprio visitare. Non capisco perché sia presa così poco in considerazione come luogo in cui ambientare una storia ç_ç
I personaggi sono un altro punto a favore. Pur essendo molto diversi sia a livello caratteriale che di pensieri, riescono ad amalgamarsi bene e fare squadra. 
Evan è un ragazzo molto sveglio, tranquillo ed un grande osservatore. Ha una grande dote di perspicacia e con le sue deduzioni assomiglia ad un piccolo Sherlock Holmes. Queen è la classica ragazza bellissima e che sa di esserlo, che può essere una grandissima stronza ma che dentro di sé ha il cuore spezzato ed è molto fragile. Amata dagli uomini, è odiata e invidiata da tutte le donne e per questo non è mai riuscita ad avere una vera amica. 
Viper è il più grande dei quattro, ma sembra il più piccolo e qualcuno da proteggere e amare incondizionatamente. Inizialmente sembra il più tranquillo, riservato e che sta molto sulle sue, ma nasconde una personalità esplosiva e che lo cambia completamente. 
Infine c'è Adela, una ragazza fredda e apatica. Adela non sente le emozioni e ha dovuto imparare a fingerle e riconoscere sugli altri. Il suo hobby preferito è sezionare gli animali, scoprire come sono fatti la affascina tantissimo. 
Andando avanti nella storia si scopre sempre di più sui Quattro e sulle loro doti nascoste. Ho apprezzato il modo in cui Adela e Viper sono contaminati e, almeno sul secondo, c'è un colpo di scena che sinceramente non mi sarei mai aspettata. 
Non ho nessuna preferenza per nessuno di loro perché mi sono piaciuti tutti quanti, ma forse Viper si prende qualche punto in più rispetto agli altri. E anche Adela. Entrambi per un buon motivo. 
Ognuno dei quattro ha un proprio capitolo all'interno della storia - la narrazione è divisa in quattro punti di vista - e ciò permette di scoprire le emozioni, le sensazioni e i timori di ognuno di loro. Permette anche di scoprire di più sul passato e su ciò che è loro successo, su come questo li abbia trasformati e cambiati. 

Dico un'ultima cosa e poi concludo. Dopo aver finito il libro sono andata a leggere qualche recensione, cosa che prima non avevo fatto perché volevo godermi la lettura senza sapere nulla, e ho trovato che molti dicevano che il cambio di scrittura si nota eccome. 

Questo è vero, ma voglio rassicurarvi dicendovi che la narrazione non ne risente affatto. Entrambe hanno uno stile molto semplice, lineare e diretto. In più, mi sembra di aver letto in un'intervista che una di loro si è occupata della parte psicologica e l'altra di quella più macabra e ora ho voglia di sapere se si sono divise anche i personaggi oppure no. Sono molto curiosa, sì u.u 

Infine... vi consiglio la lettura di questo libro se siete alla ricerca non sono di un bel thriller fatto bene, con un gran lavoro psicologico dietro le spalle, ma anche se siete alla ricerca di una storia dai toni scuri, le emozioni forti e grandi colpi di scena. 



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Cosa ne pensate di questo libro? Lo avete già letto o lo leggerete? 
Fatemi sapere, 
Leen

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