22 giugno 2017

Recensione | "L'estate più bella della nostra vita" di Francesca Barra

Oggi vi parlo di un romanzo che ho letto perché attirata dalla copertina. Duecento pagine che ho letteralmente divorato con curiosità e tanta, tanta aspettativa. L'estate più bella della nostra vita di Francesca Barra mi ha fatto scoprire la Basilicata, luogo in cui non sono mai stata e di cui non ho mai letto, e me l'ha fatta adorare. 



L'estate più bella della mia vita
di Francesca Barra
Garzanti
€ 9,99 (ebook) € 16,90 (cartaceo)
Amazon | Goodreads
Uscito il 17 aprile 2017
L’estate è la stagione della libertà, dei sorrisi e del profumo di salsedine. Ma per Giulia e Lorenzo quest’anno tutto è diverso. Sono costretti a trascorrere due lunghi mesi in Basilicata, la terra d’origine della madre. Una terra lontanissima da loro, cresciuti al Nord. Una terra di cui non hanno ricordi, perché da quando erano piccolissimi non ci sono più tornati. Una terra dove c’è una famiglia di cui non sanno nulla. I due ragazzi preferirebbero essere da qualsiasi altra parte invece che con quei nonni così all’antica, quelle zie troppo amorevoli, quei cugini che pur essendo coetanei sembrano distanti anni luce da loro. Eppure giorno dopo giorno scoprono la magia di un posto dove sembra che il tempo si sia fermato. Dove lo stare a tavola insieme vuol dire prendersi cura l’uno dell’altro. Dove l’amicizia è un valore importante. Ma anche lì, in quei luoghi che profumano di liquirizia selvatica, ci sono dolori che non si ha il coraggio di portare in superficie. Ci sono segreti che raccontano di un amore che ha diviso una famiglia. Che ha diviso tre sorelle per troppo tempo.
Ora Lorenzo e Giulia sono pronti a rompere quell’equilibrio di bugie e segreti, sono pronti a farle riavvicinare. Perché non esiste mai una sola verità. Perché dopo mille estati malinconiche arriva sempre un’estate in cui si diventa adulti per davvero. Un’estate in cui si riavvolge il filo di ciò che si credeva perduto per sempre in silenzi e malintesi. Un’estate in cui ci si innamora, in cui i ricordi non fanno più male. L’estate più bella della propria vita.   

Le tre sorelle Timpone: Ida, Beatrice, Rossella, stanno.
Si dice così qui, a Borgo Felice, di chi si siede fuori casa a fine giornata, e aspetta. 
Qualcosa o niente. Qualcuno o nessuno. Apparentemente senza un motivo.
[...] È un fenomeno rassicurante, la fedeltà alle abitudini quotidiane.
Vederle così disposte con lo sguardo rivolto verso la strada è per i passanti, che siano amici, conoscenti o – cosa assai più rara – forestieri, una sorta di cerchio magico. 
Che osservi senza penetrarlo.

L'estate più bella della nostra vita è una storia che racconta di tre sorelle - Ida, Beatrice e Rossella -, di una famiglia e della bellissima Basilicata. Un romanzo che tratta il tema del legame famigliare e del legame con la terra natia, dei segreti e dei sentimenti contrastanti che ci sono in tutte le famiglie, dei desideri e dei sogni. 
Una storia che racchiude tantissimi temi: il divario e i pregiudizi fra nord e sud Italia, l'adolescenza e la crescita personale, la perdita della voglia di vivere dopo un trauma, la vita di paese che ti costringe ad essere qualcuno che non sei e a scappare per trovare le risposte, ma anche la stessa vita di paese che ti incatena a sé e non ti lascia andar via.

Il libro si apre con le tre sorelle che sono ancora bambine. Abitano a Borgo Felice, un pittoresco paese della Basilicata a poca distanza dal mare. Vivono in una famiglia che le ama incondizionatamente e che non fa mancare loro nulla. Ida, Beatrice e Rossella tengono parecchio l'una all'altra, ma già fin dalle prime righe si nota quanto siano profondamente diverse. 
Beatrice è la sorella testarda ed indomabile, egoista e ostinata, che vorrebbe andarsene dal suo paesino che non le dà alcuna prospettiva futura e trasferirsi al Nord. Colei che si allontanerà dalla famiglia, lasciando dietro di sé una ferita che non smetterà mai di sanguinare e una famiglia a pezzi. Ida è la sorella forte e protettiva, che ama immensamente i suoi figli e il marito. Colei che ha affrontato una tragedia in età adulta e che l'ha annullata completamente, lasciandole addosso un dolore terribile. Rossella è la sorella riflessiva, insicura e calma, debole di carattere, tanto da farsi trasportare dagli eventi e non prendere una decisione. Colei che rimane per tutta la vita in attesa di qualcosa che forse non accadrà mai. 

Pochi capitoli dopo ci sarà un brusco salto temporale che ci porterà a conoscere la seconda generazione Timpone. Lorenzo e Giulia, i figli di Beatrice, saranno costretti a passare le vacanze estive a Borgo Felice, assieme a dei parenti che non conoscono e in un luogo che non ha alcuna attrattiva per loro. Ma saranno proprio loro a riscattare la propria madre e, assieme ai figli di Ida, sistemare gli equilibri famigliari. 

« Ogni famiglia nasconde un segreto. Alcuni possono essere irrilevanti, indolori. 
Altri danneggiano gli ingranaggi di una vita perfetta, e quelli vanno svelati. 
Bisogna essere pronti a cercare, fra te tante verità, la verità che ti può salvare.. »


Un libro che parla di due generazioni, con i loro sogni e le loro diversità, e di come il tempo possa aggiustare tutte le ferite e le incrinature. Una storia che parla di vicende che potrebbero accadere a chiunque - e che magari sono pure successe -, con personaggi realistici e pieni di contraddizioni. 
Grazie allo stile dell'autrice e alla narrazione lineare, il libro si legge tranquillamente in una giornata... magari di mare o di campagna. 
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Cosa ne pensate di questa recensione? Avete letto il romanzo e la pensate come me?
Fatemi sapere, 
Leen 

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